• il saluto a Gioele

    1 luglio 2019

    29 giugno 2019: il saluto a Gioele da parte del dirigente scolastico e di Debora Lika nel corso delle esequie presso la Chiesa Parrocchiale di Traversetolo

    Gioele,

    in questi quattro anni hai abitato con noi al liceo Bertolucci, che è diventato così la tua seconda casa.
    Oggi siamo qui, i tuoi compagni, i tuoi professori, io in rappresentanza di tutta la scuola, … siamo qui a stretti vicino vicino a tua mamma, a tuo papà, a tua sorella.
    Siamo qui per accompagnarti nel tuo nuovo viaggio

    E davvero, come ha scritto il poeta Attilio Bertolucci la tua “assenza è più acuta presenza”.

    E così siamo qui, ammutoliti davanti all’incomprensibilità della morte, per affidarti al Signore della vita e per ringraziarti per il dono che la tua vita, la tua passione, il tuo sorriso sono stati per la comunità del Bertolucci.

    E il nostro grazie vogliamo dirtelo con le parole di Debora che si fa voce di tutti.
    Parole che sono un abbraccio.
    Un sofferto ma fortissimo abbraccio.
    Grazie, Gioele

    Aluisi

      *     *     *

    Gio era una persona rara.

    La sensazione che trasmetteva non si può esprimere solo in parole: era il finalmente approdare su un’oasi calda e sicura nel mezzo di un oceano di neve.

    Gio sapeva mettersi nei panni degli altri, camminare nelle loro scarpe e capire, senza giudicare, il loro essere.
    Non scorreva in lui neanche una goccia di malizia, scherzosamente alcuni lo chiamavano “angelo”.

    E anche quando il peso delle sue ansie e insicurezze lo faceva affondare, riusciva con la sua genuinità e schiettezza a far emergere l’affetto e la serenità in coloro che gli stavano attorno.

    Sono tante le cose che quella notte ha lasciato incompiute: tante le esperienze non vissute, ma altrettanti sono i ricordi e le emozioni che ci hai lasciato, indelebili dentro di noi.

    Ogni mattina quando entravo in classe e ti vedevo seduto al tuo banco di lato a sinistra, potevo tirare un sospiro di sollievo e avere la certezza di essere al sicuro. Perché Gio era sicurezza.

    La tua assenza definitiva si farà sentire ogni volta che passeremo per quei corridoi che ogni giorno percorrevi con la tua camminata sbilenca e trascinata, e noi tutti cercheremo di farci forza perché “vivetela bene” è quel che avresti detto tu.

    Tu sei tranquillo, e per questo lo sono anche io, e cercheremo di esserlo tutti.

    Ascoltare la tua musica che difendevi, quoto, “a spada tratta” e guardare quei film che tanto ti incuriosivano, sarà un piccola toppa sull’enorme buco che hai lasciato in tutti noi.

    Grazie Gio,
    sarai sempre con noi, in noi.

    Debora